Belloluogo dreaming

Rivitalizzare luoghi abbandonati e meritevoli di cura e metterli al servizio dello sviluppo del territorio e dei giovani in particolar modo, le considero mission prioritarie.
Quando si parla, come in questi giorni, di alienare un bene monumentale di pregio che era destinato a questi nobili scopi(Masseria Belloluogo https://www.google.it/maps/@40.6219691,17.7571408,3a,75y,357.19h,90t/data=!3m4!1e1!3m2!1sEfjnWYBvxZT9pDebF2sKtg!2e0), senza aver neppure tentato di ultimare il necessario re-styling e/o senza essersi sforzati di individuare una destinazione d’uso alternativa ma a beneficio dello stesso target, senza avere mai messo l’immobile al centro di nessuna idea progettuale in 20 anni ed oltre(nonostante la disponibilità di bandi di finanziamento utili allo scopo-http://www.fondazioneconilsud.it/bandi-e-iniziative/leggi/2014-06-25/il-bene-torna-ad-essere-comune-verso-il-bando-storico-artistico-e-culturale-2014/ ),rende urgente ed improcrastinabile innescare meccanismi di progettazione partecipata che possano almeno attivare i potenziali portatori di interessi e con essi, verificare la fattibilità al recupero e al riuso sociale. qualche foto e tanti commenti: https://www.facebook.com/titti.stoppa/media_set?set=a.1979137678625.2114871.1248633308&type=1

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10 Commenti

  1. andrea demilito ha detto:

    Credo fermamente che Belloluogo sia una risorsa territoriale importante in questo periodo storico , in cui la ripresa della cultura rurale potrebbe essere lo strumento più forte per noi giovani ! consentendoci di conoscere meglio la nostra terra , la nostra tradizione e le nostre REALI opportunità .

  2. Carmela Gentile ha detto:

    SI Orti sociali, orti sociali! In quella masseria di sicuro ci hanno lavorato centinaia di contadini! Deve ritornare ad essere tale, un luogo dove si coltivano i prodotti della nostra terra; bambini giovani, anziani, tutti potrebbero coltivare pezzi di terreno intorno e fare dell’antico manufatto un luogo BELLO, per la valorizzazione dei prodotti agricoli locali, anche con l’uso di antiche sementi. Un luogo per far rivivere un’agricoltura antica, ma in modo moderno

  3. Enrico Cervellera ha detto:

    Grande iniziativa. Belloluogo va salvata

  4. stefania zaccaria ha detto:

    Giù le mani da masseria Belloluogo..!!..non gettiamo via la storia e tutta la sua inestimabile bellezza..!!prima di prendere decisioni affrettate occorre mettersi in discussione con la “cittadinanza”…e valutare eventuali proposte… per renderlo un “bene produttivo”..a Mesagne fortunatamente c’è molta gente che pensa che la “storia” debba essere custodita nel migliore dei modi..perchè ciò che facciamo oggi…sarà sempre quello che un indomani si troveranno i nostri figli…nipoti…e pro nipoti…troppo facile non far nulla…e vendere!!

  5. Andrea Semeraro ha detto:

    Giù le mani da Masseria Belloluogo! L’arte e la storia non si vendono…mai

  6. marica capraro ha detto:

    La produttività o l’improduttività di uno spazio nella maggior parte dei casi non è un elemento intrinseco allo spazio stesso, sono le scelte politiche e le misure attivate per renderlo produttivo o meno a renderlo tale. Masseria Belloluogo è un bene improduttivo perché non si è fatto nulla affinché non diventasse tale. La realizzazione di orti sociali nel terreno circostante e la pianificazione di un bando di gestione condiviso del bene la renderebbero produttiva.

  7. valentina capraro ha detto:

    Condivido pienamente l’idea di tutti stoppa! Masseria bello luogo é stata donata con vincolo sociale,deve essere utilizzata per la comunità,non va assolutamente alienata

  8. Rina Rizzi ha detto:

    Belloluogo è un pezzo di storia che va difeso e di cui tutti ne sono responsabili!

  9. Gionata Atzori ha detto:

    Sarebbe bello se i cittadini di Mesagne sollevassero dei tavoli di discussione intorno alle scelte dell’amministrazione e contribuissero con proposte e progettualità a migliorare il proprio territorio.

  10. Andrea Tenore ha detto:

    Belloluogo è uno dei gioielli del Comune di Mesagne, non va assolutamente alienato ma valorizzato e restituito alla collettività.
    Le possibilità di finanziamento sono tante, moltissimi i comuni in Puglia che li utilizzano per il territorio.

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